Biografia
Cosimo Mainieri ha frequentato e conseguito la maturità presso l’Istituto delle Belle Arti di Urbino sotto la guida di Carnivali, Bruscaglia, Castellani e Gulino e successivamente frequentato l’Accademia delle belle Arti, sempre in Urbino, dove ha affinato l’animo e la tecnica grafico pittorica. Gli artisti locali della città di Raffaello Sanzio cominciarono ad apprezzarlo per la sua pittura basata soprattutto sulle variazioni del tono del colore e per la tenacia che solo gli artisti “del Sud” possiedono.
Tornato a Spezzano Albanese ha insegnato Arte in diversi istituti della provincia cosentina; lui che voleva girare il mondo e dipingerlo con la vocazione di un autentico religioso della pittura.
Attivo pubblicamente dal 1966 si è dedicato, oltre che alla pittura, all’illustrazione di libri e riviste letterarie.
Ha organizzato mostre personali, aderito a mostre collettive e itineranti in tutta Italia, partecipato a numerosi concorsi di pittura conseguendo premi ed ampi riconoscimenti di critica.
Il suo nome è stato citato in diversi quotidiani: Il Tempo, Corriere della Sera, La Stampa, Il mattino, La Calabria Letteraria, Gazzetta del Sud.
E’ stato nominato accademico all’Accademia ITALIA delle Arti, delle Lettere e delle Scienze (1978) a Salsomaggiore Terme (Pr).
E’ presente con pagine pubblicate in Pittura e scultura d’oggi ed in Diari Artistici.
Cosimo Mainieri sin dalla fanciullezza ha dovuto battersi contro l’ostinazione di tutti per far valere la sua inclinazione nel campo delle arti figurative.
Nel suo nome sta la chiave di volta della sua pittura. Mainieri nelle sue tele ma colori mediterranei con i quali canta i misteri del paesaggio calabro: albe dello Ionio che sorprendono nel sonno i poderosi alberi di ulivo ultrasecolari ed i millenari centri storici che paiono scolpiti sulla tela. Ricca tavolozza di colori messa a servizio di un animo sensibile che ama la vita e la natura. Il verde è il suo colore preferito, nelle diverse tonalità, sotto l’azione della luce che muta continuamente in relazione all’ora e al luogo. E’ un certosino delle composizioni paesaggistiche e delle nature morte che si nobilitano nelle ore notturne di ingenuità meditative, come il suo sguardo ogni volta che lo incontri.